LA BIRRA è notoriamente la bevanda più antica e naturale che si conosca.Documenti storici rivelano che oltre 7mila anni fa gli Assiri dell’antica Mesopotamia, già producevano una bevanda fermentata a base di cereali.
Ancora oggi, le materie prime che essi adoperavano per la fabbricazione della birra, sono rimaste le stesse.

L’ORZO: la trasformazione di questo cereale in malto, ottenuta mediante processi di umidificazione, germinazione e tostatura, consentirà sia la saccarificazione durante la cottura, sia la colorazione della birra.

L’ACQUA: stabilita la sua purezza sotto il profilo batteriologico, l’acqua viene filtrata e depurata dagli elementi minerali incompatibili con la finezza della birra (bicarbonati collegati al calcio e magnesio), così da ottenere birre di bassa fermentazione.
IL LUPPOLO: è una pianta rampicante che cresce nel centro Europan della quale si utilizza solo il fiore femmina perché contiene la luppolina, una sostanza gialla e aromatica.
IL LIEVITO: è un “micro organismo” senza il quale non sarebbe possibile ottenere la fermentazione. È dovuto al lievito, infatti, il processo di trasformazione degli zuccheri in alcool e anidride carbonica (CO2).

UN PO’ DI TEORIA

La formazione della schiuma e la determinazione delle caratteristiche della birra dipendono, tuttavia, anche dalla temperatura alla quale essa è mantenuta. Se la temperatura è molto fredda, da 0° a 1° centigrado, difficilmente si produrrà una buona schiuma, essendo l’anidride carbonica troppo legata alla birra. In tal caso lo spillatore si vedrà costretto a tenere il bicchiere troppo in basso e ad agitarlo ripetutamente;
Da questa semplice, ma essenziale descrizione tecnica del processo di spillatura, appare evidente l’importanza che riveste l’abilità di mantenere la giusta temperatura della birra al momento in cui fuoriesce dal rubinetto. Di conseguenza appare evidente l’importanza che riveste l’abilità di mantenere la giusta temperatura della birra al momento in cui fuoriesce dal rubinetto.
Di conseguenza, appare maggiormente comprensibile il motivo per il quale, nella installazione di un impianto di spillatura occorre disporre di un “beer cooler” capace di raffreddare tutta la birra occorrente alla medesima temperatura.
Questa considerazione ci porta ad evidenziare la necessità che il lavoro dei nostri tecnici installatori sia compiuto con la massima scrupolosità: dalla scelta dei materiali alla loro collocazione, alla realizzazione delle linee di raffreddamento. l’anidride carbonica contenuta nella birra sviluppa una pressione tanto in bottiglia che nel fusto.
La sua consistenza varia in base alla temperatura alla quale la birra viene portata. Questa pressione, definita saturazione, costituisce una caratteristica peculiare della birra, e deve essere mantenuta fino a quando la bevanda è nel bicchiere del consumatore.
Se, per motivi tecnici, la saturazione dovesse diminuire, o non si dovesse mantenere ai livelli ottimali, la birra si presenterebbe piatta, indigesta, e con un gusto leggermente più amaro.
Affinché la birra non perda questa saturazione, è necessario attenersi scrupolosamente ai seguenti procedimenti tecnici.
Al di sopra della superficie della birra (all’interno del fusto), va determinata una contropressione con il gas contenuto nella birra. essa si ottiene utilizzando gas in bombole ad alta pressione, dotate di un riduttore di pressione, mediante il quale i nostri tecnici sono in grado di regolare in ogni istante la giusta contropressione.

UNA BUONA BIRRA SE…

Parlando di birra alla spina si è sicuri di aver bevuto una buona birra se sono state rispettate alcune regole fondamentali:1) Buon consumo e fluida rotazione delle scorte avendo cura della temperatura di conservazione, 14°/18° centigradi;

2) L’impianto di spillatura deve avere tubazioni in acciaio e teste per il risciacquo ad acqua corrente;
3) La “tenuta sotto spina” di un fusto non deve superare i 3 giorni, mantenendo una pressione adeguata di CO2;4) La temperatura di spillatura deve essere tra i 4° e i 6° centigradi, riconoscibile da una produzione proporzionata di schiuma (circa 1/4 della bevanda), importantissima per la protezione della birra dall’ossidazione dovuta al contatto con l’aria;

5) Lavare e risciacquare il bicchiere prima della spillatura per far avvicinare il più possibile la temperatura del vetro a quella della birra, in modo da assicurare una miglior tenuta della schiuma;6) La spillatura deve essere fatta in un’unica soluzione per mantenere la giusta saturazione di CO2;

7) Al termine della degustazione sul bicchiere si devono notare le “marcature” di schiuma pari ai sorsi dati;

8) La pulizia delle tubazioni dell’impianto deve essere eseguita settimanalmente, mediante il passaggio di palline di spugna naturale sospinte da acqua.

CON SCHIUMA? SÌ, GRAZIE!

È la schiuma che trasmette il profumo della Birra, che riporta le note del malto e del luppolo.È la schiuma che dà morbidezza alla Birra, che la rende delicata al palato, per assaporarla meglio.

È la schiuma che protegge la Birra dall’ossidazione e dai batteri, per mantenerla integra, nel sapore e nella qualità, il tempo di una chiacchierata.
Con la sua schiuma la Birra è più Birra; la forza, il piacere di una Birra perfetta.

Estratto dall’opuscolo “L’ARTE DELLA SPILLATURA” curato dai Servizi di Marketing di Interbrew Italia.